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[sticky post] La mia storia: Secret Circus

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Allora, come già preannunciato dal titolo, in questo juornal scriverò la mia storia.
La dividerò in piccoli capitoli, alcuni accompagnati da un disegno di just_dimix.
Cercherò di postare gli episodi nel minor tempo possibile, ma dovrete avere pazienza a causa della scuola e della mia scarsa velocità di scrittura.
Accetto qualsiasi forma di critica, ma soprattutto di complimenti; quindi commentate!
Vi anticipo i bozzetti dei tre personaggi principali: Bastiano (protagonista), Lilith ed Erwin.
Buona Lettura!

Well, as I said in the title, in this journal, I'll write a story.
I'll divide it in small chapters, and some of them will have a drawing made by just_dimix.
I'll try to post the episodes as soon as I can, but you'll have to be patient, because of my school and my slow write.
I accept every criticism, but, most of all, I accept every compliment! So, comment!
Here are the sketches of the three main characters: Bastiano (THE main character), Lilith and Erwin.
Good Read!

Capitolo 3 - Chiodi, martelli e francesi.

"Non riesco veramente a capire come tu sia riuscito ad entrare qua dentro se non sai neanche usare un martello! E stai attento a non dartelo sulle dita."

[Continua...]
L'uomo se ne andò dall'altra parte del tendone, a sistemare alcuni attrezzi.
Pavel, così si chiamava, era il tuttofare del circo a cui Bastiano era stato affidato. Poteva sembrare un po' scorbutico a volte, ma in realtà -o almeno, secondo il nostro ragazzo- era gentile, e sempre disponibile ad insegnarli come si tiene in mano un martello.
Cosa che, puntualmente, Bastiano non aveva ancora imparato.
Sistemò l'ultimo chiodo -storto- ed entrò nel tendone per sistemare anche lui le attrezzature.
"Così è troppo bassa la rete." urlò una voce femminile.
"Rischieremo di cadere sul pubblico!"
Bastiano si guardava intorno, cercandone la provenienza.
"Se devi fare una cosa..."
"...almeno falla bene!"
Due bambine si alzarono dagli spalti.
Indossavano entrambe un abito azzurro, ed erano perfettamente uguali: stessi capelli biondi, stesso portamento, stessa voce...
Si inchinarono.
"Siamo Colette e Gènevieve Dumas. E siccome siamo il centro di tutto lo spettacolo, ti conviene adattarti alle nostre necessità, se non vuoi essere buttato fuori."
Bastiano chinò il capo.
"Scusatemi. La prossima volta sarò più attento."
Le bambine risero fra di loro.
"Ehi, non dare troppa corda a quelle due galline, Junge."
Erwin ci raggiunse, appoggiando un gomito sulla spalla del ragazzo.
Poi si rivolse a Colette e Gènevieve.
"Voi due, invece di divertirvi a prendere in giro le persone, perché non andate a fare due passi?"
Colette fece una smorfia, seguita da Gènevieve.
"Calmati Erwin, non sei mica tua madre. Non puoi comandarci."
Si allontanarono.
Erwin tirò un sospiro di sollievo.
"Allora... andiamo a farci una bella bevuta pre-spettacolo?"
"No, grazie... Ho scoperto una fonte qui vicino, e sono a posto."
L'uomo distese le labbra in un ampio sorriso divertito.
"Mi stai dicendo, che non hai mai fatto un bevuta coi fiocchi?
"Che cosa intendi?"
Erwin rise fragorosamente.
"Oh, Junge...! Stasera ci divertiremo!!"

Capitolo 2 - Forbici

Un raggio di luce illuminó la mano di Bastiano, proprio davanti al suo viso.
Aprí piano gli occhi. Sí mise a sedere.
Si sentiva leggero, sereno.
[Continua...]
Erwin dormiva in un angolo del vagone. Si alzò. Il treno si stava ancora muovendo. Decise di esplorarlo. Si spostò nel vagone accanto, cercando di non far troppo rumore ed evitare di svegliare eventuali dormienti. Nell'abitacolo regnava il caos più totale, anche se era molto più pulito di quello di Erwin: un letto a castello occupavano quasi tutta la vista. Abiti colorati e stoffe sfarzose pendevano ovunque
-Faresti meglio a non entrare qui... Se Geneviéve e Colette ti vedono...-
Erwin spuntò alle spalle di Bastiano.
-Ma.... Tu non stavi dormendo?-
-Esattamente: "Stavo".- Lo prende per un braccio -Usciamo da qui!-
Lo trascinò verso il vagone opposto.
-Hai mai visto una tigre? E due? Ed un leone con le strisce?-
-Emh...-
Un uomo era seduto in mezzo alla stanza, mentre una tigre dormiva col muso sopra le sue ginocchia. Salutò Erwin con la mano
-Buongiorno. Dormito bene?
Aveva una voce gentile.
-Sí! Stavo facendo vedere al novellino il resto della compagnia.- Erwin attraversò la stanza, scavalcando il ventre di una tigre -Muoviti, Junge!-
Bastiano preferì girare intorno alla tigre. Meglio esser prudenti.
Erwin bussò alla porta seguente.
-Mutter.... Posso entrare?-
-......Sí-
Erwin sorrise.
-Oggi è di buon umore-
Entrarono. Un elegante candelabro ondeggiava per i sussulti del treno, e le finestre erano oscurate da tende di vecchio velluto nero impolverato. C'era un'atmosfera strana... eterea.
La donna che Bastiano aveva visto la sera prima era accovacciata su un tappeto, in una posizione che a prima vista sembrava veramente scomoda, innaturale.
-Oh,  c'è anche quello nuovo.... Che cosa hai fatto hai capelli?-
Bastiano si passò una mano fra i capelli, o almeno dove ci dovevano essere i capelli... Circa metà della sua testa ne era sprovvista.
-Io.... li ho tagliati- avrebbe risolto dopo questa faccenda.
-Beh, non ti stanno male. Comunque, prepara le tue cose, fra poco arriviamo.-
Che tono gelido aveva quella donna.
Erwin portò Il ragazzo nel primo vagone, e cominciò a frugare in un baule.
Bastiano continuava a passarsi una mano fra i capelli... Non riusciva a capire cosa fosse successo.
-Sono bravo, vero?-
-Cosa...?-
-A tagliare- fa il gesto delle forbici -Anche Susan ti ha detto che stai bene-
-.....sei stato tu?!-
-Certo. Hai un sonno veramente pesante... Sai?-
Prese uno specchio, glielo porse.
-Ti cerco qualcosa da mettere, intanto guarda se ti piace, altrimenti taglio anche il resto!- Sorrise.
Sí guardò allo specchio: metà testa era stata completamente rasata, mentre l'altra metà accorciata fino al mento. Era un po' sconvolto.
Erwin gli tirò degli stracci. -Ecco qua... Camicia e pantaloni. E dei migliori!-
Il treno si fermò. Bastiano scese. Erano in un porto. Il mare brillava alla luce del sole, e le onde si infrangevano sugli scafi delle barche. Pace e quiete, interrotta soltanto da Erwin che raccontava le sue esperienze in campo sessuale a tre centimetri dall'orecchio di Bastiano. Leggermente irritante. Ma in fondo simpatico. Molto in fondo.

Capitolo 1 - Dreamland

Un ragazzo. Correva nella foresta. Aveva circa vent'anni. Era notte. Stava scappando? Da cosa? Forse non lo sapeva nemmeno lui...
[Continua...]
Sembrava confuso. Non sapeva dove stava correndo, correva e basta.
Passano diversi minuti... era stanco. Si fermò: riprese fiato.
>All'orizzonte c'erano delle luci. Il ragazzo era curioso.
Sentì un rumore alle sue spalle. Ricominciò a correre verso le luci. Era vicino. Era molto vicino.
Ma siamo in una foresta. Il terreno è decisamente sconnesso. Il ragazzo non era abituato.
Cadde. Perse conoscenza...
-Ehi, junge! Dai! Sveglia!-
Qualcuno schiaffeggiò la guancia del ragazzo, il quale si alzò piano piano. Poggiò la mano sulla tempia dolorante.
-Devi aver preso una bella botta! Fortuna che t'ho trovato io, o avresti passato il resto della notte in bocca a qualche lupo!-
Il ragazzo lo guardò confuso: era un uomo sui trent'anni, capelli lunghi, scuri, raccolti dietro la schiena, ed uno strano sorriso divertito.
Gli tese la mano.
-Non è molto salutare correre di notte vestito in modo così leggero... Da dove vieni? Hai una ragazza? Se vuoi te ne faccio conoscere qualcuna... conosco un bel posticino...-
L'uomo aveva un accento strano: si capiva poco di quel che diceva. Il ragazzo non sapeva cosa rispondere.
-Io...-
-Io mi chiamo Erwin! Piacere di conoscerti! E tu sei....?-
-Io... non lo so.... Io.... Ahia-
Gli doleva ancora la testa. L'uomo, Erwin, cominciò a camminare verso un capannone illuminato, vicino ad un treno. Gli fece cenno di seguirlo. Il ragazzo guardava tutto con meraviglia: non aveva mai visto qualcosa di così grande. Erwin entrò nel capannone, ed uscì con un altro uomo, più anziano di lui.
-Chi è questo gracilino, Erwin? Perché me l'hai portato?-
-Beh.... visto che c'è tanto lavoro da fare, e Pavel non può fare tutto... ho pensato ti prenderlo per farlo sgobbare un po'...-
Evidentemente, si era già affezionato al ragazzo.
Mh... come si chiama lo scricciolo?-
-Emh... Bastiano-
Bastiano... non era male.
Siccome non ricordava di avere un nome, il ragazzo decise di "adottarlo".
-Bene... due braccia in più non fanno mai male... ma non avrai più di vitto e alloggio. -Si avvicina a Bastiano -quindi non provare minimamente a chiedere di darti del denaro. Sono stato chiaro?-
-Sì, signore.-
-Perfetto- Batte la mano sulla sua spalla -Benvenuto a Dreamland! Il circo professionistico più bello di tutta Europa!-
-Vuoi dire il più scadente...- Una donna uscì da un vagone del treno. Indossava un vestito corto, nero, come i suoi capelli. Somigliava molto a quelle dive del cinema anni '50... ma Bastiano non poteva conoscerle.
-Cara... ho trovato un assistente a Pavel! E non è ancora stato reclamato, nè dai familiari nè dalla polizia. E' un affare!-
La donna squadrò il ragazzo.
-Bah... è solo un'altra bocca da sfamare-
Rientrò nel vagone. L'uomo si girò verso di lei.
-Ma amore...!-
Si rivolse a Erwin e Bastiano. -Voi due condividerete la camera finchè non troveremo una nuova sistemazione- Entrò anche lui nel vagone.
-Bene, Junge! Vieni, ti faccio vedere la tua nuova dimora!-
Prese il ragazzo e se lo caricò su una spalla. Si spostò 3 o 4 vagoni più avanti, Bastiano era troppo scomodo per contarli. Una volta entrato nell'abitacolo, lo scaricò su un materasso sporco e pieno di buchi.
-Ecco qua! Sembra di stare in una reggia!-
Nel vagone aleggiava uno sgradevole odora di muffa misto a feci di animale, probabilmente derivante dal vagone delle tigri accanto. L'unica fonte d'illuminazione era una vecchia candela. Si sentì qualcuno urlare da lontano -SI PARTE!-. L'urlo si ripetè, avvicinandosi sempre più. Quando provenì dal vagone adiacente, anche Erwin urlò. Il treno cominciò a muoversi.
-Dove stiamo andando?-
-Prossima tappa, Junge! Probabilmente la Svizzera... o l'Austria? Mah... non sono mai stato molto bravo in geografia.-
Erwin spense la candela.
-Buonanotte!-
-...- Bastiano si stese sul materasso. Il treno faceva un gran rumore... probabilmente non sarebbe riuscito a dormire quella notte.
-Ascolta, Bastiano... posso chiamarti così, vero?-
-Si, certo.-
-Beh... tu... da dove vieni veramente?-
-...non lo so. Tutto quel che ricordo, è che stavo correndo in mezzo agli alberi. Niente'altro-
-Però sai parlare bene... Forse hai perso la memoria quando hai battuto la testa-
-Probabile-
Bastiano chiuse gli occhi. Forse, sognando si sarebbe ricordato qualcosa. Forse, si sarebbe ricordato se stesso.



A boy. He was running through the forest. He was about twenty. It was night. Was he running  away? Running away from what? Perhaps,

[Continue...]

not even he knew... He looked confused. He didn't know where he was going.He ran, and nothing else.
Several minutes passed... he was tired. He stopped to catch his breath.
On the horizon, there were some lights. The boy was curious.
He heard a noise behind him. He started to run again, toward the lights. He was close to them. He was very close to them.
He was in a forest. The ground was uneven. The boy was not used to this. He fell. He fainted...
-Hey, Junge! C'mon! Wake up!-
Someone slapped the boy's cheek, who slowly got up. He put his hand on his sore temple.
-You surely took a bad hit! You're lucky that I found you, you could have ended your night in a wolf's mouth.-
The boy, confused, looked at him: he was a man in his thirties, with long dark hair, tied behind his back, and a weird, amused smile.
He held out his hand.
-It's not very healthy to run at night dressed like this... Where are you from? Have you got a girlfriend? If you want, I'll introduce you someone... I know a nice place...-
The man had a strange accent: the boy understood just a few things of what the man said. He didn't know what to answer.
-I...-
-My name's Erwin! Nice to meet you! And you are...?-
-I... don't know... I... Ouch...-
His head still ached. The man, Erwin, started walking toward a illuminated marquee near to a train. He motioned him to follow. The boy looked at everything with wonder: he had never seen something that big. Erwin entered in the marquee, and then he came out with another man, older than him.
-Who is this skinny boy, Erwin? Why did you bring him to me?-
-Well... There's a lot of work to do, and Pavel cannot do everything... So I thought to take him to make him slog...
Clearly, he was already fond of the boy.
-Mh... What's the titch's name?-
-Er... His name's Bastiano.-
Bastiano... That wasn't bad. Since the boy didn't remember his name, he decided he liked it.
-Well... two more hands are never bad... but you won't get more than room and board.- He got closer to Bastiano:
-So, don't even try to ask for money. Is it clear?-
-Yessir.-
-Perfect, then!- He clapped his hand on the boy's shoulder. -Welcome to Dreamland! Europe's most amazing professional circus!-
-You mean "Europe's most shoddy circus"...- A woman got out of the train wagon. She wore a short dress, black as her hair. She looked like one of those 50s cinema's divas... but of course Bastiano didn't know them.
-Darling... I found an helper for Pavel! And he has not been claimed yet, nor by his parents or by the police! It's a bargain!-
The woman looked the boy up and down.
-Mpf... It's just an extra mouth to feed.-
She went back into the wagon. The man turned to her.
-But, sweetie...!-
Then he turned to Erwin and Bastiano. -You two will share the room until we find a new accomodation.- He also went into the wagon.
-Well, Junge! Come, I'll show you your new home!-
He lifyed the boy up on his shoulders, and he moved 3 or 4 wagons further on - Bastiano was too uncomfortable to count them. When they got in the cabin, he put him on a dirty mattress full of holes.
-Here we are! It's like being in a palace!-
In the wagon hovered an unpleasant smell of mold and animal feces, probably because of the tigers in the next wagon. The only light came from an old candle. They heard someone shouting from afar - LET'S GO!- The scream sounded again, getting closer. When it came from the adjacent wagon, Erwin shouted, too. The train started to move.
-Where are we going?-
-To the next stop, Junge! Probably Switzerland... or Austria? I don't know... I've never been good at geography.-
He blew out the candle.
-Good night!-
-...
Bastiano laid down on the mattress. The train made a lot of noise... Probably he wouldn't be able to fall asleep that night.
-Listen, Bastiano... Can I call you like this, right?-
-Yes, sure.-
-Well...you... where do you really come from?-
-...I don't know. All that I can remember is that I was running through the trees. Nothing more.-
-You can speak well, anyway... Maybe you lost your memory when you hit your head.-
-It's likely.-
Bastiano closed his eyes. Perhaps, dreaming, he could remember something. Perhaps, he could remember himself.



(Sì, lo so: mancano i disegni di Just_Dimix... ma li metterò il prima possibile!)